Cenni storici – Vieste

I primi insediamenti umani nella zona garganica, risalgono al neolitico e questo grazie alla posizione geografica, al clima ed al commercio marittimo. Sono molte infatti le necropoli ed i reperti archeologici che si rinvennero nella zona, in particolare nel territorio Viestano.
L’origine della cittadina tuttavia è di difficile collocazione storica anche se si suole attribuirla alla popolazione greca che considerava queste zone una sorta di rifugio in cui trascorrere il lungo inverno durante il quale non mancavano i festeggiamenti alla loro dea “Estia” da cui pare dunque derivare il nome Vieste.
Tuttavia la storia al riguardo è molto confusa poiché il ritrovamento di alcune monete e di iscrizioni sull’isola di S.Eufemia, l’isola su cui è collocato il faro di Vieste, testimonierebbero il culto per la venere Sosandra, tipico della popolazione dell’antica Uria e dunque è probabile che sia questa la popolazione che ne fondò la cittadina.
Vieste per la sua posizione geografica e per la ricchezza del territorio, da sempre è stata oggetto di contesa tra Bizantini, Normanni, Longobardi, Veneziani ed Arabi, che sfruttarono questa posizione soprattutto dal punto di vista militare.
Tuttavia fu solo sotto il dominio Bizantino, che Vieste pote’ finalmente raggiungere un periodo di crescita, grazie al governo di Costantinopoli che garantiva la sicurezza delle rotte e dei traffici marittimi, anche se l’ascesa dei barbari dal nord e le continue incursioni degli Arabi dal sud, insanguinarono questa terra per lunghi anni, in quanto dominare Vieste significava patroneggiare tutto il traffico di merci lungo l’Adriatico.
Intorno all’anno 1000 Vieste fu sotto il dominio Normanno ed è in questo periodo che furono costruiti il castello e la cattedrale, in seguito seriamente danneggiati da una incursione veneziana, ma non passò molto tempo che venne tutto ricostruito da Federico II di Svevia, molto affezionato alla cittadina garganica, fu infatti per suo volere che si rinforzarono le difese del castello rendendola una fortezza inespugnabile.
La storia vuole anche che nel 1002 vi approdò il doge di Venezia che andava in soccorso a Bari occupata dai saraceni, e che vi soggiornò un mese anche il papa Alessandro III prima di imbarcarsi per andare a firmare la pace con Federico Barbarossa. Vi fu anche catturato Celestino V che dopo aver rinunciato al papato cercava di fuggire verso l’Illiria.
Di altrettanta importanza e frequenza erano le invasioni dei pirati che causavano gravi danni alla citta’. Tra queste la piu’ violenta fu quella del 1554 del pirata Dragut che riuscì a fare prigionieri i cittadini piu’ forti e sopra una pietra oggi chiamata Chianca Amara (Pietra amara), vi uccise piu’ di 5000 viestani tra vecchi, donne e bambini. Dopo l’invasione di Dragut, per prevenire queste violente invasioni, Vieste fu dotata delle torri costiere oggi ancora ben visibili e di grande imponenza. Da queste imponenti torri si avvistava infatti il nemico che giungeva dal mare e per mezzo di un sistema di comunicazione visivo, il messaggio di allerta veniva propagato da torre a torre per tutta la costa. In questa maniera l’intero paese ed i piccoli villaggi lungo la costa, avevano tempo e modo di trovare riparo e di attrezzarsi all’attacco.
Anche in età risorgimentale Vieste diede il suo contributo per l’unita d’Italia. Moltissimi cittadini infatti persero la vita poichè credevano fermamente nell’unita d’Italia, mentre altrettanti morivano in nome del regno borbonico.
Proprio in Vieste, il 27 luglio del 1861, vi fu un cruento scontro tra una spedizione di filoborbonici e i cittadini impegnati a realizzare l’unita’ d’Italia, che provocò numerose vittime.

A cura dello Staff Animazione Gac.