Cenni storici – Mattinata

«Ai piedi delle vette, dove all’arcangelo Michele piacque eleggere la sua magione, tra la punta del Gargano e il golfo di Manfredonia, che di qua si inarca, si spande e grandeggia con tutte le sue marine d’ambo le riviere, sorge MATTINATA: un fiore fragrante, una conchiglia gemmata nascosta ».

La Storia di Mattinata è la storia di una comunità garganica di antiche origini. Mattinata nel Monte Gargano: villaggio abbracciato da monti e proiettato al mare Adriatico, che bagna le coste del suo terriorio, da Vignanotica a Monte Saraceno.

Il profilo storico ed antropologico di Mattinata è definito ne: “La nuova Matinum”, opera indimenticata di Mons. Salvatore Prencipe. Pubblicata nel 1967, essa è fonte ineludibile per conoscere Mattinata e continuare a narrarla ( chi scrive sceglie di riprodurne alcune pagine nelle righe che seguono).

Mattinata è Comune autonomo della Repubblica Italiana dal 4 agosto 1955. In questa data i mattinatesi celebrano la realizzazione di un sogno durato più di 50 anni: l’autonomia comunale. La sua identità è impressa negli elementi simbolici dello Stemma comunale:

1°) Il sole nascente dal mare in direzione della zona marittima d’ Agnuli, centro principale di Matinum, simboleggia: etimologicamente l’antica Matinum (così denominata da Matuta, dea del mattino, del sorgere del sole, dell’oriente) e conseguentemente Matinata,così denominata già nel 1103), quindi Mattinata.

2°) Il mare con la relativa spiaggia: il litus Matinum presso il quale naufragò Archita, per cui si rese celebre Matinum (e conseguentemente Mattinata)

3°) Il terreno pianeggiante: la vasta, fertile, ridente piana di Mattinata

4°) L’albero di olivo nodrito: gli “ampi e rigogliosi ulivi che crescono e allignano…là del Gargan ne l’ubertosa valle che al mar fa sponda, e dal mattin si noma”, fonte principale di ricchezza del paese, menzionati già nel 1103 “…olivas de Matinate”.

5°) La scritta « Lux vera illuminet » : la Protettrice «Santa Maria della Luce », il cui quadro sulla corona dipinta sulla testa, riporta le parole « MATER VERAE LUCIS »

Origini

Le indagini archeologiche hanno dimostrato che nel territorio di Mattinata, come in tutto il Gargano, tracce di vita umana risalgono ad epoche remotissime. Considerata la natura del suolo, montuoso, selvoso e anche pianeggiate e bagnato dal mare, si può con sicurezza affermare che il territorio di Mattinata fu abitato dall’uomo preistorico dell’età paleolitica, neolitica, eneolitica e del ferro.

Questi uomini primitivi, chiamati genericamente Aborigeni, furono distrutti o interamente assorbiti dalla maggiore civiltà dei nuovi popoli invasori, prevalentemente di stirpe Indo-Europea, cioè Ariana: gli Iapigi. Con ogni probabilità la prima sede sarebbe stata il Gargano, donde si sarebbero estesi nella Puglia. Una frazione di essi erano i Dauni, e una tribù di questi i “Matinates ex Gargano o Matini, ricordati da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia.

In tempi posteriori, intermedi tra il periodo preistorico e quello storico, avvengono nel nostro territorio le migrazioni elleniche. Gli Elleni, chiamati Greci dai Romani, colonizzano tra il 750 ed il 650 a. C. L’Italia Meridionale, fondando diverse città.

Il culto di Diomede, eroe valorosissimo nella guerra di Troia,diffusosi in puglia tra l’VIII e VII sec. A. C. è una delle prove più sicure di tale colonizzazione. Conquistatore del Gargano, re dei Dauni, fondatore varie città: attestazione che dalle migrazioni elleniche incominciano sui lidi garganici a stabilirsi ed a fiorire centri marinari ed empori commerciali nei punti dove la costa presenta buoni punti di approdo: tra questi Merinum, Vestae, la nostra Matinum, Sypontum.

APENESTE. Il celebre astronomo e geografo Claudio Tolomeo nel Lib. III del suo “Theatrum geographicum”, enumera tra le città marittime dell’Apulia dauna, anche Apeneste. ( Dal greco apanistemi= sorgo, mi levo, nasco, come a dire sono l’oriente, il mattino) etimologicamente esprime una posizione geografica esposta a Levante. Apeneste è Mattinata: posta tra il promontorio garganico e Siponto, l’antica Mattinata è stazione agricola di rifornimento, e forse anche di sorveglianza verso il dietroterra. Sorge in zona Agnuli, come piccolo emporio per il commercio fra le popolazioni daune, presenti in loco su Monte Saraceno, e i navigatori greci. Villaggio, dunque, a vocazione agricola.

MATINUM. In seguito alla colonizzazione romana dell’Apulia dopo la vittoria su Pirro ( 275 a. C.), il villaggio di Apeneste prende il nome di Matinum. Una città, denominata, almeno all’epoca romana, MATINO, che abbraccia l’ubertosa valle di Mattinata, dai monti al mare ( Matina cacumina, litus Matinum). Risale ad un’antichità molto remota: di fondazione prevalentemente greca.

Il centro principale di Matino viene immaginato nella ridente contrada Agnuli, -terreno salivo occupato in gran parte dal mare. In zona Agnuli (che si trova nei pressi del porto turistico di Mattinata) si possono ammirare i ritrovamenti di una villa romana, augustea, dai caratteristici muri in opus raeticulatum, a testimoniare l’importanza dell’ antichissimo centro abitato.

La zona Agnuli, su cui sorge Matinum, è esposta proprio all’Oriente: nell’equinozio di primavera e autunno il sole sembra sorgere dal mare precisamente in direzione del centro abitato di Matinum: per cui si può pensare che la stessa città per la sua posizione geografica sia stata chiamata Apeneste in epoca ellenica e Matinum in epoca romana: due nomi diversi ma esprimenti lo stesso concetto in greco e latino, e poi in italiano, quando distrutta Matinum, il nuovo paese si chiamò Matinata, quindi Mattinata, sita “ là del Gargan nell’ubertosa valle – che al mar fa sponda, e dal mattin si noma”.

In seguito alle incursioni saracene (oppure ad un fortissimo terremoto-con conseguente maremoto) il villaggio di Matinum viene distrutto ed in seguito abbandonato definitivamente.

MATTINATA, la “farfalla bianca del Gargano”.

L’attuale centro cittadino sorge sulle colline antistanti la baia. Si sviluppa su due colline che trovano il loro punto d’incontro sulla via principale del paese: Corso Matino.

Le origini del borgo si ebbero con lo sviluppo delle prime casette (“i pagliai”) nel ‘ 700 circa, nel rione denominato lo “Junno”. Situato a poca distanza dalla secolare Chiesa di Santa Maria della Luce – la quale ha un ruolo centrale per la nascita e lo sviluppo della comunità mattinatese, si affaccia su una piana (i “Funni”) infinita di ulivi. Il quartiere conserva in sè frammenti ed immagini di vita del passato: le casupole a schiera- un tempo remoto fatte di pietra e coperte di paglia (i cosiddetti “pagliai”)- ricordano all’uomo dell’oggi, i tempi passati di una vita quotidiana, semplice ed innocente, scandita dal ciclo delle stagioni e della natura.

Nello Junno, il tempo sembra essersi fermato. Gli anziani, gli indistruttibili e silenziosi guerrieri della memoria, sono i veri guardiani. Il gregge al pascolo nella zona sottostante rende bucolico il quartiere. Nello Iunno è ancora possibile osservare l’asino del contadino in attesa del padrone: la dolcezza di quest’immagine, in questa ormai rara visione, è una scena del passato che ormai va scomparendo, in cosi forte contrasto con il progresso moderno.

Riferimenti bibliografici

Prencipe Salvatore – Mattinata, la nuova Matinum – Marigliano (NA), Ist. Tip, “Anselmi”, 1967

Piemontese Giampietro – Lo Iunno – in “Mattinata da scoprire”, guida turistica MatinumTOUR, 2012

A cura dell’Animatrice del GAC Annamaria Bisceglia.