Comune di Margherita di Savoia

Provincia: BAT (Barletta – Andria – Trani)

Regione: Puglia

Superficie: 35,70 Km2

Altitudine: 1 m s.l.m.

Coordinate geografiche: 41,3752° N – 16, 1410° E

Comuni confinanti: Zapponeta, Trinitapoli, Barletta

Densità media: 340,94 ab/Km2

Parrocchie: SS. Salvatore, Maria SS. Addolorata, Ausiliatrice

Reti di Comuni: il comune di Margherita di Savoia fa parte dell’Associazione Comuni Termali

Citta gemellate: Miami (Florida)

Riserva naturale: Riserva naturale di popolamento Animale, Riserva Naturale Salina di Margherita di Savoia

Parco naturale: Margherita di Savoia fa parte del Parco naturale regionale Fiume Ofanto

Premi e riconoscimenti: quest’anno il comune è stato premiato dalla FEE con la Bandiera Blu 2014

Itinerari di visita: Salina – Zona Umida ; Museo Storico della Salina; Pinacoteca Galante Civera; Torre delle Saline-Torre di Pietra.

STORIA E TERRITORIO

Margherita di Savoia è una importante località termale e turistica del Nord della Puglia, è situata nel golfo di Manfredonia alla pendici del Gargano, fa parte della provincia di Barletta-Andria-Trani.

La cittadina presenta come una lunga fascia di terra incastonata tra mare e salina, immersa in un paesaggio fatto di bellezze naturali. Il suo litorale si estende per circa 15 km,  la costa è bassa e caratterizzata da sabbia finissima, il fondale è poco profondo.

É sede delle più grandi saline d’Europa, le seconde nel mondo, che costituiscono una delle più importanti riserve naturali dello Stato con oltre cento specie d’uccelli che vi svernano, sostano e nidificano, tra cui il fenicottero rosa ormai simbolo della città.

Il comune inoltre si trova al centro di un territorio ricco di storia, arte e religione; basti pensare a cittadine millenarie come Barletta, Canosa e Trani, Castel del monte, o a località caratterizzate da fortissimi richiami religiosi come San Giovanni Rotondo.

La storia di questa cittadina è collegata alle saline e al loro utilizzo.

Il sito, conosciuto fin dal III secolo prima di Cristo col nome di Salinis, dipendeva dall’importante centro preromano, poi romano-medievale, di Salapia e fu il primo degli abitati presenti sulla costa che precedettero l’attuale cittadina.

territorio.margherita5(Raccolta manuale del sale – Nel XIII secolo d.C. la sua esistenza è documentata come Casale di Sancta Maria de Salinis.)

Successivamente, all’inizio  XIV secolo, le famiglie dei “salinari”, per sfuggire all’aria pestilenziale della palude e alle incursioni saracene, si rifugiarono alla periferia di Barletta e, da allora in poi, anche quando ritornarono al luogo d’origine, verso il Seicento, dipesero da questa città, tanto da chiamare il villaggio rifondato con il nome di Saline di Barletta.

La città portò il nome Saline di Barletta fino al 1879, data in cui fu cambiato in Margherita di Savoia in onore della prima regina d’Italia.

Il paesaggio costiero, un tempo caratterizzato da ampie plaghe paludose, è stato profondamente trasformato dalla bonifica e dalla messa a coltura dei laghi Salso e Salpi, le cui acque sono state anche utilizzate per l’ampliamento delle saline.

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(“u pagghiar” abitazione tipica)

LA ZONA UMIDA E LA SALINA

territorio.margherita3(cristallo di sale)

La Salina di Margherita di Savoia costituisce uno scenario di incomparabile bellezza, incanta con i suoi silenzi, inebria con i suoi profumi salmastri, stupisce con il bianco bagliore delle montagne di sale che si stagliano in un cielo azzurro attraversato da stormi di fenicotteri rosa , infine, strega con i suoi rossi e sconfinati tramonti. Visitarla è un esperienza mistica e rigenerante.

La sua storia è fatta di tempi lunghi e grandi numeri. Con i suoi 4500 ettari di superficie ed una portata annua di acqua di mare in entrata di circa 33 milioni di metri cubi ( pari ad oltre 15000 piscine olimpioniche) vanta il primato di salina più grande d’Europa per produzione ed estensione.

Si aggirano intorno ai 7-8 milioni i quintali di sale che si depositano nelle sue vasche argillose ogni anno grazie al clima mite e alla continua azione del vento che permette una forte evaporazione dell’acqua marina e dunque la precipitazione dei cristalli di cloruro di sodio.

Di grande importanza terapeutica anche “ l’acqua madre” che si forma nei bacini, con una salinità molto concentrata, di colore rosa, viene utilizzata nello stabilimento termale per curare diverse patologie.

É proprio il colore rosa a dominare il paesaggio fino alla fine di agosto quando grazie alla raccolta del sale cede il posto al bianco del sale.

La salina così come la vediamo oggi è il risultato di bonifiche incominciate a metà del settecento e continuate per ben 250 anni. Al suo ripristino lavorò Luigi Vanvitelli, architetto ed ingegnere idraulico che progettò la Reggia di Caserta. In realtà già nell’età del Bronzo l’uomo imparò a raccogliere il sale che naturalmente si formava nelle conche del lago salmastro di Salpi in quanto elemento importante per la vita, la conservazione degli alimenti e la produzione delle pelli.

La Salina di Margherita di Savoia costituisce inoltre una delle più grandi Wetlands d’Italia, sottoposta a vincolo di tutela in virtù della Convenzione di Ramsar (1971) con la quale vengono identificate in tutto il mondo le Zone Umide d’Importanza Internazionale habitat di uccelli acquatici.

La Zona Umida della città salinara annovera circa 100 specie di uccelli diverse fra stanziali e svernanti, e annualmente raggiunge una popolazione di circa 40.000 esemplari. L’avifauna comprende in massima parte aironi, avocette, cavalieri d’Italia, svassi, spatole, cormorani e l’affascinante fenicottero rosa.

FENICOTTERI

La presenza di tali d’uccelli da sempre ha attirato la curiosità e la ricerca scientifica dei naturalisti. Il più famoso di tutti rimane senza dubbio Federico II di Svevia, che istituì presso il Lago Salpi una suo castello-residenza ovvero, una riserva di caccia presso la quale si dilettava nel suo sport preferito: la caccia col falcone.
Le Saline di Margherita di Savoia sono inserite nel Sito di Importanza Comunitaria “Zone Umide della Capitanata” (CODICE IT9110005) ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE. All’interno del SIC sono stati individuati gli habitat prioritari relativi alle lagune e alle steppe salate, caratterizzati da flora e fauna idonei a vivere in presenza di elevate concentrazioni saline (altri vincoli: ZPS – IBA).

Inoltre la salina è ricca di vegetazione alofila come gli spettacolari salicorneti che d’estate la colorano di rosso corallo, i cespugli di limonio e le splendide orchidee selvatiche.

Il salicornieto che forma una vera e propria prateria, rappresenta a sua volta un habitat prioritario ed è costituito, come suggerisce il nome, dalla presenza della salicornia. Questa pianta rappresenta un’importante difesa per i suoli grazie alla sua capacità di trattenimento dei fanghi ipersalini che quindi non si disperdono nei terreni circostanti.

La caratteristica colorazione rossa delle acque dei bacini salanti (acque madri) è dovuta alla presenza di alghe contenenti elevate concentrazioni di betacarotene, come la Dunaliella salina e di numerosi microrganismi capaci di tollerare la salinità.
Le Saline di Margherita di Savoia rappresentano l’habitat idoneo a ospitare una grande varietà di organismi viventi: microrganismi alofili, molluschi, insetti e crostacei adattati alle diverse condizioni di salinità delle acque. La specie più caratteristica di questi ambienti è l’Artemia salina, crostaceo delle dimensioni di qualche millimetro ben adattato a vivere in acque a elevata salinità. L’Artemia salina è l’unica specie in grado di tollerare acque con un tasso di salinità superiore ai 300 grammi/litro, perché ha sviluppato la capacità di assorbire acqua salata ed eliminare i sali in essa contenuti.
I microrganismi che vivono attaccati al fondo delle vasche, contribuendo a creare uno strato isolante, favoriscono la produzione di sale e arricchiscono di sostanze organiche le acque. Tra questi microrganismi l’Halobacterium salinarum, tipico degli habitat ipersalini che richiede concentrazioni saline almeno del 20-25 per cento e alcuni cianobatteri capaci di sopravvivere in condizioni estreme di aridità e salinità.

La variabilità nella concentrazione dei sali, tra le diverse vasche, determina la formazione di innumerevoli nicchie ecologiche ciascuna delle quali è occupata selettivamente e periodicamente da una moltitudine di specie di uccelli. Molte tra le specie ospitate in questi specchi d’acqua sono tutelate dalla Direttiva Uccelli e Direttiva Habitat (79/409/CEE e 92/43/CEE) e altre sono inserite nella Lista Rossa Nazionale.
La zona costituisce infatti un ambiente umido particolarmente adatto alla sosta e al rifugio di numerosi uccelli migratori che trovano nutrimento nelle acque della laguna, alimentandosi di molluschi, larve, vermi e insetti.  Le vasche delle saline ospitano numerosi uccelli svernanti appartenenti a quasi tutti i gruppi di specie presenti nel bacino del Mediterraneo tra cui la volpoca, le fischione, il piovanello, il gabbiano roseo e l’avocetta.

La presenza del fenicottero rosa come nidificante è una acquisizione recente (1996) che ha ulteriormente rafforzato il valore del sito. La colonia è la sola presente nel Mediterraneo centro-orientale e ha quindi un elevato valore biogeografico

Elementi identificativi della salina sono pure alcune maestose strutture di archeologia industriale come il Magazzino Nervi, opera di Pier Luigi Nervi, dichiarato di recente Bene Culturale, in attesa di essere valorizzato.

Sparsi in diversi punti della città possiamo ammirare i caratteristici trenini a scartamento ridotto che fino a qualche hanno fa attraversavano la salina, grazie ad una fitta rete di binari impiantata lungo i bacini caricavano il sale raccolto in ogni suo punto.

IL MARE

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Il mare è la risorsa da cui dipendono attività come quelle della pesca, delle saline, delle terme e della balneazione attrezzata, esso costituisce da sempre per Margherita un elemento identitario fondamentale.

La bellezza di questi 15 Km di costa, dalla foce dell’Ofanto a Torre di Pietra, non fa che aggiungere fascino a questa città.

Il litorale è basso e ricoperto da una sabbia vellutata e ferrosa, bagnata da un mare cristallino, dal fondale basso che digrada dolcemente pertanto accessibile a tutti, anche ai bambini.

A nord ed a sud della città il litorale è caratterizzato dalla presenza di dune artificiali elevate a protezione dei terreni retrostanti dall’erosione marina. Nella parte nord della costa, dove l’erosione è più accentuata, sono stati posti a mare blocchi di pietra che formano bracci lunghi fino a 30 m. sui quali è possibile effettuare la pesca con la canna e quella subacquea.

Circa 80 sono il lidi balneari presenti in cui non mancano confort, servizi per ogni esigenza, soprattutto sport ma anche cultura e spettacolo.

Il mare è pescoso, sono presenti numerose specie come la triglia, l’ombrina, la mormora, il sarago, la seppia e il calamaro, la canocchia, il pesce azzurro, gli sparidi, il cefalo, il branzino e l’anguilla.

Il fondale, in particolare a settentrione, è ricco di molluschi come vongole, telline, noci, tartufi di mare, pettini e cannolicchi.

Il pesce e i molluschi sono i prodotti principe della gastronomia salinara, si possono gustare in mille ricette nei ristoranti tipici.

La pesca è tutt’oggi una voce importante dell’economia del paese, da qualche anno eventi importanti come la “Sagra della Seppia” e la “Sagra della Triglia” non fanno che promuovere due prodotti locali di grande pregio.

Caratteristico è il porticciolo della città, in realtà un portocanale lungo il quale sono ormeggiati i pescherecci, strutturato in maniera da servire come caricaturo per il sale che anticamente veniva trasportato anche via mare. Oggi vede la presenza di imbarcazioni da diporto ed attende di trasformarsi in porto turistico.

I PRODOTTI AGRICOLI

Il sale e la pesca non sono il solo prodotto che rende unico il piccolo paesino di Margherita di Savoia, ad essi si aggiungono infatti numerosi prodotti agricoli, lavorati e coltivati con amore e una lunga tradizione tramandata di padre in figlio dagli “arenaiuoli”[1],in particolare la cipolla che, dopo severi controlli, sta per ricevere il riconoscimento DOP.

Gli esclusivi e pregiati ortaggi di questa terra nascono in terreni sabbiosi esito della bonifica del lago di Salpi, attuata mediante colmata artificiale, chiamati ARENILI.. In questi arenili si è sviluppata la coltivazione intensiva di ortaggi importanti per l’alimentazione in quanto apportatori di buone quantità di vitamine, sali minerali, oli essenziali ed enzimi importanti per l’organismo.

Principali colture:

Senza dubbio, però, i prodotti di bandiera della terra salinara sono: Patate, Carote e Cipolle.

Tali pregiati ortaggi possiedono uno spiccato sapore, assolutamente unico e singolare, nonché esclusive proprietà organolettiche. Il tutto grazie alle peculiari qualità del terreno e al favorevole clima di questa meravigliosa terra.

TERME

Le Terme di Margherita di Savoia utilizzano direttamente le “acque madri” provenienti dai bacini della Salina. “Acqua madre” perché genera direttamente il sale ed ha importanti proprietà terapeutiche, soprattutto per il suo alto contenuto di cloruri e solfati di sodio, magnesio e potassio. Il colore rossastro delle acque madri è dovuto alla presenza di un protozoo flagellato, che si sviluppa tra i 10 e i 15 gradi baumé, fornito di un pigmento rosso chiamato Dunaliella salina (scoperto nel 1839 da Dunal e Tarpin), di ci si nutre l’artemia salina, un crostaceo resistente in acque madri, che può vivere anche in acque a bassa concentrazione.

Le prime terme videro la luce verso la fine di luglio del 1930, la cui necessità era stata ribadita in un opuscolo pubblicato nel 1923 dall’Amministrazione Comunale: “Un tesoro da sfruttare”.

La Direzione Generale dei Monopoli di Stato concesse le acque madri residuali a titolo oneroso con ministeriale n. 17443 del 9 dicembre 1922. Passarono 8 anni prima che Margherita di Savoia avesse il suo primo stabilimento termale in legno, costruito, sulla spiaggia nei pressi di Portocanale.

L’uso curativo delle acque madri di questa località, si confonde con la storia. Anche Annibale, Il grande condottiero cartaginese, con il suo esercito, dopo la famosa battaglia di Canne, sostò ancora a Salapia, avendo necessità di riposo e di curare i suoi reumatismi[2].

Molti pazienti locali e dei paesi limitrofi, prima della costruzione delle terme municipali in legno, durante la stagione estiva, si immergevano clandestinamente nei canali di scolo delle Saline traboccanti di acque madri a densità 29-30 gradi baumé, nonostante il divieto imposto dallo Stato.

Il primo stabilimento termale in legno denominato “Terme Municipali”, con le sue20 vasche, andò avanti alla men peggio fino al 1941. Le nuove Terme in muratura attrezzate e funzionanti, capaci di accogliere migliaia di pazienti ogni anno, furono aperte al pubblico l’’1 luglio 1947 con un ‘affluenza di 5.000 pazienti.

Successivamente, nel 1984, subentra una nuova proprietà, gestita e rappresentata dalle “Terme di Margherita di Savoia s.r.l.”, la cui società ha provveduto ad una completa ristrutturazione dello Stabilimento Termale.

Le Terme di Margherita di Savoia, oggi, con ampia spiaggia, Grand Hotel, SPA, Ristorante e Sala Convegni, sorgono nel punto più nevralgico della città, a due passidal mare e su un’area di 15000mq.

Accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, sono oggi uno dei centri di cure più all’avanguardia in Europa con attrezzature medico-sanitarie tra le più moderne, che utilizza acque (salso-bromo-iodiche) e fanghi naturali della Salina di M.S. anch’essa prima in Europa.

L’obiettivo delle Terme è svolgere un’importante attività di protezione della salute mediante:

Prevenzione, aiutando a ridurre l’intensità dei sintomi e della frequenza delle fasi acute della malattia

Terapia, riducendo i sintomi di alcune patologie croniche

Riabilitazione, contribuendo al recupero della normale funzionalità dell’apparato locomotore, respiratorio e vascolare.

L’obiettivo, reso possibile dalla preziosità degli elementi impiegati, è ampiamente centrato, considerati i grandi numeri di clienti che accoglie ogni anno.

Le acque madri

Sono le preziose acque termali utilizzate. Provengono direttamente dalla salina, caratterizzate dal colore rossastro per la presenza di una microalga ricca di betacarotene ( dunaliella salina ), densamente concentrate ( circa 26°Bè ), cariche di bromo e di iodio e ”batteriologicamente pure”.

Esse trovano applicazione nella cura di varie patologie a carattere infiammatorio e degenerativo a carico dei vari organi:

  • Malattie respiratorie: bronchiti croniche, bronco pneumopatie ostruttive, enfisema polmonare, asma bronchiale
  • Malattie a carico dell’orecchio, naso e gola: riniti, faringiti, laringiti croniche, tutte le forme di otiti, e sordità rinifaringea
  • Malattie della pelle: dermatiti di diversa eziologia, micosi, acne ed inestetismi cutanei
  • Malattie ginecologiche: cerviciti, flogosi uterine, sterilità femminile, dermatosi genitali esterne
  • Malattie reumatiche: connettiviti, artriti, artropatie, osteoartrosi
  • Vasculopatie periferiche, cefalee muscolo tensive
  • Traumatologia e medicina dello Sport: recupero, unitamente a fisioterapia, dei postumi traumatici.

Il fango

Grazie alla inesauribile fonte quale è la Salina di Margherita, anche il fango utilizzato è straordinario perché naturale e mai riciclato ma soprattutto è un fango maturato nel tempo all’interno delle vasche, sempre a contatto con l’acqua madre che lo arricchisce di Sali minerali. Esso viene riscaldato ad una temperatura di circa 45° e quindi applicato per un tempo di 10-15 minuti sulla parte da trattare.

Le tecniche curative

Le acque madri ed il fango trovano vasta applicazione:

  • Balneoterapia: bagno a micro bolle, ipertonico, con idromassaggio, massaggio subacqueo in vasche capaci di garantire la giusta isotermia.
  • Tecniche inalatorie con utilizzo di acqua madre diversamente concentrata e frammentata nelle sue particelle: inalazioni, aerosol, nebulizzazioni, insufflazioni tubo-timpaniche, irrigazioni nasali.
  • Balneopatia orale
  • Fangoterapia: fango a tutto corpo, a metà, a uno o più arti, f. addominale, f. epatico, f. in mastello, f. a calzoncini, f. per uso ginecologico, f. speciale per cure eudermiche
  • Riabilitazione respiratoria
  • Riabilitazione motoria: massoterapia, kinesiterapia, massaggio subacqueo, idromassaggio, idrogas.

A cura dello staff Animazione Gac.