Comune di Manfredonia

Provincia: Foggia

Regione: Puglia

Superficie: 356,93 Km

Altitudine: m. 5 s.l.m.

Comuni confinanti: Mattinata, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, Zapponeta

Abitanti: 59.456

CENNI STORICI E TRADIZIONI

La storia della città di Manfredonia risale al XIII secolo e fa parte di un disegno geopolitico dell’imperatore Federico II di Svevia (1197-1250), il quale morì prematuramente a Castel Fiorentino, nei pressi di Lucera. Il figlio Manfredi, futuro re di Sicilia (1258-66) preseguì sulle orme del padre e Manfredonia, fondata da lui nel 1256 in sostituzione della devastata Siponto (Sepious), la cui fondazione è attribuita a Diomede, eroe della guerra di Troia, è l’ultimo step di un’edificazione strategico-militare che doveva la città daunia a livello di metropoli europea. Numerosi reperti rivenuti, tra i quali le stele daunie e le lastre funebri, attestano che era abitata sin da epoca neolitica. L’area fu un importante centro della Dáunia, che in seguito fu ellenizzata, diventando uno dei porti più settentrionali della Magna Grecia. Siponto fu conquistata da Pirro (330 aC), poi sottomessa ai Romani, che vi dedussero una colonia nel 194 aC. La città fu contestata a lungo fra Bizantini e Longobardi, poi occupata dai Normanni (1039). Nel Basso Medioevo decadde per l’interramento del porto e l’impaludamento del territorio.

Conquistata prima dai Sanniti e poi da Alessandro I d’Epiro nel 335 a.C., divenne nel 189 a.C. colonia romana, mantenendo comunque viva la sua importanza strategica e commerciale.

Rilevante impronta è segnata dalla chiesa di Santa Maria Maggiore (consacrata nel 1117 da papa Pasquale II) che costituisce uno dei più importanti edifici di tipo romanico-pisano-pugliese che nel 1976 papa Paolo VI (1963-78) gli conferì l’altissimo titolo di basilica. Adiacenti alla chiesa sono rinvenibili i resti di una chiesa paleocristiana e di catacombe. A circa km 10 sulla statale per Foggia, si trova la chiesa di San Leonardo dei secc. XI-XII, dallo stupendo portale scolpito e figurato; essa era già appartenente ad un’abbazia di Cavalieri Teutonici per l’assistenza ai pellegrini della Terrasanta.

Il progetto del fondatore della città era molto importante e avrebbe voluto fare di Manfredonia “una delle città più belle del mondo” e nei suoi progetti sarebbe dovuta diventare una grande capitale per le sue ambiziose mire espansionistiche verso i Balcani e l’Oriente. In tal modo sorse la nuova città che a quest’ultimi si mantenne fedele. Sorse col suo porto e le sue fortificazioni fra giardini e campi dai fiori gialli e porporini, in un “paesaggio di reminiscenza orientale”.

Nel gennaio 1256 il re di Sicilia e principe di Taranto, Manfredi, giunto a Siponto durante una battuta di caccia sul Gargano, trovò la città distrutta e gli abitanti costretti a vivere in case non più adatte all’uso abitativo, in un’area resa malarica dall’impaludamento. Decise quindi di ricostruire la città due miglia a nord dell’insediamento originario. Le sue intenzioni erano duplici: da un lato, creare uno dei più importanti centri di governo di tutto il Regno, secondo gli evoluti canoni amministrativi ormai consolidati dal padre (l’imperatore Federico II); dall’altro, presidiare il territorio la cui posizione era strategica anche per via della vicinanza all’Oriente bizantino.

Le conferì il proprio nome in segno di futuro prestigio, onore e potenza.

Nei primi del 1258 erano state costruite la metà delle mura che guardano verso il mare e verso l’ entroterra, con fortini e baluardi, e la grande torre di San Francesco; la piccola chiesetta della Maddalena e la grande campana il cui suono era percettibile a distanze notevoli, questa serviva in caso di pericolo per chiamare a raccolta i pochi abitanti di Manfredonia.

Fu l’arcivescovo Ruggero che vide il tramonto di Siponto e vi entrò solennemente con il suo clero il 1258 trasportandovi il corpo di San Lorenzo Majorano, il protettore della nuova città.

Nel 1264 Manfredi inaugurò solennemente il castello e la città.

Con la battaglia di Benevento del 1266, che segnò la morte di Manfredi e il passaggio dei suoi possedimenti a Carlo I d’Angiò, gli angioini completarono il castello e nel 1269 Carlo I confermò i privilegi che Manfredi diede alla città. Il 7 febbraio 1270 iniziarono i lavori del nuovo duomo sotto l’arcivescovo Giovanni VII (Freccia da Ravello).

La città perse parte dei suoi privilegi e nel 1300, con il trasferimento della sede del Gran Giustiziere, perse anche il titolo di capitale della Puglia ma nonostante questo, la città si avviava a diventare il centro commerciale più importante della Capitanata.

L’importanza strategica del porto sipontino è attestata dai numerosi viaggi dei reali angioini.

Gli Ungheresi si stanziarono a Manfredonia facendo del porto la loro base per operazioni militari.

Carlo I d’Angiò (1266-85), sconfitto e ucciso Manfredi, volle mutarne il nome in Sypontum Novellum, ma prevalse il nome originario.

Nel 1528 la città di Manfredi resistette all’assedio francese e fu conservata all’imperatore Carlo V. Quest’ultimo per alleviarla e ricompensarla della fedeltà le riconfermò nel 1533 gli antichi privilegi, esenzioni e gabelle. Sotto Carlo V, la città godette un periodo di felice progresso e benessere.

In seguito la città fu saccheggiata dai Turchi nel 1620, i quali, forti di 56 galee comandate da Alì Pascià sbarcarono a Manfredonia. Trovando impreparati i difensori riuscirono in poco tempo a conquistare le mura ed i bastioni, da questi aprirono il fuoco contro il Castello. Le suore dei conventi con gli altri cittadini si rifugiarono nel Castello e dopo aver resistito tre giorni sfiniti dalla fame e senza alcuna speranza di soccorso capitolarono il 18 agosto 1620. La città fu selvaggiamente saccheggiata e distrutta e non ne rimase nulla della splendente città medievale degli anni a ritroso. Il bottino de turchi fu di 36 cannoni di bronzo, tutte le campane delle chiese, una statua d’argento di san Lorenzo Maiorano, oro, argento, vestiti, libri, grano, cereali ecc. Furono distrutti tutti i documenti più importanti della città, fu bruciato il corpo di san Lorenzo Maiorano (rimase solo il braccio destro). Solo la chiesa di San Marco vicino alla Cattedrale rimase leggermente lesionata e funzionò da Cattedrale fino alla costruzione del nuovo Duomo nel 1640. I manfredoniani furono spogliati anche dei loro abiti e maltrattati, molti di essi fustigati, uccisi e condotti schiavi. Tra i prigionieri anche una bella fanciulla manfredoniana portata in Turchia come dono al Sultano, il quale ne rimase affascinato dalla folgorante bellezza della ragazza. Divenne la sua favorita ed ebbe successivamente da quest’ultima l’erede al trono (che morì in età giovane).

Il gonfalone manfredoniano, di colore azzurro, riporta nel centro la scritta “Città di Manfredonia” e lo stemma comunale.

Lo stemma tradizionale di Manfredonia riporta la scritta S.P.Q.S. (Senatus Populusque Sipontinus), sormontata da corona, e raffigura il vescovo san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto, su un cavallo bianco, mentre attraversa un ponte, sotto il quale si trova un drago.

La leggenda racconta che nel 552 in un incontro tra Totila e San Lorenzo Maiorano, il re goto gli mandò un cavallo selvaggio che non obbediva a nessuno, ma inspiegabilmente Lorenzo lo domò e ottenne che Siponto venisse risparmiata dalla distruzione.

Oggi Manfredonia enumera all’incirca 56mila abitanti su una superficie comunale di 356,93 Kmq. ad un’altitudine di 5 m. sul livello del mare. È il ventisettesimo comune italiano per estensione territoriale, nonché il sesto più esteso della Puglia.

L’impianto cittadino a scacchiera, che risale agli Svevi, pur con orientamento diverso è stato mantenuto nei maggiori. Le mura medievali furono gradualmente abbattute verso la fine del sec. XIX o rimasero inglobate in nuovi edifici sorti ai margini del vecchio abitato, come si può notare passeggiando per le vie esterne.

All’ingresso del nucleo storico si lascia a destra un torrione cilindrico delle antiche mura e s’imbocca corso Manfredi, asse rettilineo fondamentale dell’impianto urbanistico. Voltando a sinistra in via Campanile, si va alla Cattedrale che ospita una Madonna col Bambino, intagliata e dipinta (sec. XIII) già in Santa Maria Maggiore di Siponto. Il centro della città è nella piazza del Popolo sulla quale si affaccia il palazzo Municipale, ex convento di San Domenico il quale incorpora i resti della precedente cappella della Maddalena, fatta erigere da Carlo II d’Angiò lo Zoppo (1285-1309), che conserva nella facciata l’originario portale ogivale su due leoni (1294-99) e la cornice di un rosone e al suo interno è decorato da coeve pitture a fresco.

ITINERARI

Castello Svevo – Angioino

Il magnifico Castello, iniziato a costruire da re Manfredi sempre nel 1256 e terminato sotto Carlo d’Angiò, è composto di un mastio quadrilatero e di quattro torri angolari (tre cilindriche e una quadrilatera); la cinta esterna, pure quadrilatera con tre torri cilindriche, fu aggiunta nel sec. XV; la quarta, verso la città, dopo l’assedio del 1528 venne sostituita da un baluardo pentagonale, più adatto a sostenere i colpi d’artiglieria.

Restaurato sul nascere del XX secolo, il castello è sede del Museo Archeologico Nazionale del Gargano e tra altri reperti vi sono esposte le Stele Daunie, in pietra calcarea, rinvenute per lo più nella piana di Siponto. Sono stati rinvenuti finora quasi duemila di questi esemplari (databili al VII-VI sec. a.C.) che per rarità e la ricchezza delle decorazioni costituiscono una documentazione originale e, nel loro genere, unica.

Grotta Scaloria

Da notare è la Grotta Scaloria, la quale, interessante dal punto di vista naturalistico, ma soprattutto poichè fu sede di una cultura del Paleolitico. Scoperta occasionalmente nel 1931, racchiude in sé uno scenario di grande suggestione. Si pensa venisse usata per scopi legati a rituali religiosi.

Cattedrale

E’ dedicata a San Lorenzo Maiorano, Patrono della Città, la Cattedrale di Manfredonia ove al suo interno sono custodite la reliquia del Santo e l’icona della Madonna di Siponto, Protettrice di Manfredonia. Il duomo, la cui costruzione inizia nel febbraio 1270 e terminata nel 1274, fu oggetto di incendi e distruzioni da parte dei Turchi. Al suo interno vi si conservano diverse tele, pergamene e libri di natura varia. Il quadro e l’effigie della Madonna di Siponto con la splendida corona d’oro tempestata di brillanti furono benedetti dal cardinale Angelo Giuseppe Roncalli nell’agosto del 1955.

Basilica Santa Maria Maggiore di Siponto

Sorta nel 1117 sopra una preesistente chiesa paleocristiana, assolse le sue funzioni di cattedrale di Siponto sino al 1323. L’edificio, edificato su una cripta, si presenta in stile romanico pugliese a pianta quadrata, pur mostrando influenze islamiche e armene. Per secoli qui è stata custodita l’icona della Maria Santissima di Siponto e la statua lignea detta La Sipontina.

Abbazia di San Leonardo

Situata a 10 km da Manfredonia, l’Abbazia di San Leonardo, fondata nel XII secolo, si compone di una chiesa in stile romanico pugliese con influssi bizantini. Caratterizzata, al suo interno, da diversi affreschi e scudi crociati teutonici riportano alla metà del Duecento. A questo periodo risale l’opera pregevolissima ritrovata, quale il Grande Crocifisso ligneo, alto due metri e mezzo circa, in seguito restaurato e conservato nella cattedrale cittadina. Ogni anno, nella giornata del 21 giugno, il Sole proietta un fascio luminoso attraverso il “foro gnomonico” posto sul tetto della chiesa, gettando un’ombra con il motivo a croce.

Fontana Piscitelli

Opera degli anni trenta, prende il nome dal suo scultore Tommaso Piscitelli. Venne inizialmente ubicata in Piazza Duomo della Città di Manfredonia sino al 1967, dal 2003 è stata collocata nella piazza Falcone-Borsellino adiacente la Chiesa Sant’Andrea Apostolo nel borgo dei pescatori detto “case marinare”. Rappresenta un forte uomo al centro, il “Gargano” che regge, con tre donne che simboleggiano le attività economiche storiche del luogo pastorizia, allevamento e pesca, un grande vaso simbolo dell’abbondanza.

Oasi Lago Salso

Manfredonia, affacciata sul Mare Adriatico, presenta un territorio caratterizzato sia dalla bassa costa sabbiosa del suo Golfo, sia dalla sua natura montuosa, compresa nel Parco Nazionale del Gargano. E’ nteressata, inoltre, da una zona umida, denominata Lago Salso, che si estende per 550 ettari di territorio alimentati dal torrente Cervaro. Un tempo nota come Daunia Risi, per l’intenzione di trasformarla in risaia, quest’area viene recuperata nel 1999 dal Parco Nazionale del Gargano rinominandola Oasi Lago Salso. Questa zona umida è interessata da diversi tipi di uccelli quali, anatre, aironi, falchi, martin pescatori, Cavalieri di’Italia, oche, gru, fenicotteri rosa e cicogne. Nelle acque dolci, caratteristiche del luogo, trovano rifugio a pesci d’acqua dolce come carpa, pesce gatto, cavedano e tinca. Sono presenti, inoltre, esemplari di rettili quali, testuggine palustre, biscia dal collare e tassellata. La fauna è caratterizzata anche da mammiferi come la donnola, la faina, il tasso, il riccio comune e la volpe. La flora è caratterizzata per la maggior parte da canneti e tifa, ma a seconda delle stagioni è possibile veder fiorire l’iris d’acqua, la salcerella, il ranuncolo d’acqua, l’utricularia e la suaeda.

Porti

Manfredonia è centro di interesse nazionale grazie al suo porto formato da due moli, di Ponente e di Levante. Il Porto Industriale è situato a circa 1.8 mg a est. In fase di ultimazione, ma già in parte attivo, il nuovo Porto Turistico di Manfredonia denominato “Marina del Gargano”, tra i più grandi in Europa meridionale. Manfredonia presenta, ad oggi, una delle flotte pescherecce più grandi dell’Adriatico.

Folklore e Tradizioni

Manfredonia è molto rinomata per il colorato e divertente “Carnevale Dauno” con bellissime sfilate di carri allegorici in cartapesta e gruppi di allegre maschere. Nella città, si organizzano scuole di sartoria e coreografia in occasione del carnevale, che in Puglia dal 1954 è considerata una manifestazione di interesse regionale. Il carnevale di Manfredonia è associato alla “Federazione Europea delle Città del Carnevale” ed è stato abbinato più volte alla Lotteria Nazionale.

I piatti tipici della cucina sipontina sono la “Farrata”, rustico a base di farro e ricotta, gli “Scagliozzi”, fettine di polenta fritta e la “Ciambotta”, una zuppa di pesce.

Altro evento importante è quello denominato come “Festa Patronale” in onore della Santissima Maria di Siponto, dal 29 al 31 agosto, che porta con se numerosi fedeli e partecipanti.

Manfredonia è nota per le ricchezze naturali, storiche e artistiche che possiede. La città sipontina è stata designata come tra le più turistiche d’Italia nel 2012, è infatti risultata la località italiana che ha avuto il maggiore incremento di ricerche per prenotazioni on-line.